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Confondere una trasformazione necessaria in un nemico da uccidere (anche nella rivoluzione delle donne)

La nostra prima battaglia ideologica nel mondo è contro una realtà pericolosa abbattendo la quale:

-potremmo tutti comprendere l’ordine delle priorità ergo le emergenze per la nostra sopravvivenza assoluta: il bene del pianeta, il pericolo nucleare, la gestione della tecnologia

-potremmo ragionare sulle emergenze sociali alla base della nostra qualità di vita e sicurezza: incentivare e rendere accessibili sanità, istruzione quindi cultura, distribuzione di lavoro e risorse in modo più equo, eguaglianza di diritti legali e sociali, arricchimento etnico e culturale delle nostre società (primo motore dello sviluppo culturale ed economico delle società che evolvono) con tutela dell’espressione delle diversità di scelte private (sentimentali, religiose, tradizionali)

– ripensamento filosofico e quindi trovare soluzioni pratiche ad un sistema capitalistico che uccide le persone, crea avidità quindi ingiustizia, guerre, iniquità, sistema allo stadio terminale che alla luce del punto primo, richiede di essere sostituito da un sistema più consono alla evoluzione del mondo.

Questa realtà che ci acceca da questo semplice programma si chiama DEMAGOGIA. Il nostro principale nemico è l’accecante e stucchevole DEMAGOGIA, generata e insieme generante QUALUNQUISMO, nascosta anche dietro le migliori intenzioni e che a volte fa male ad una giusta causa invece che sostenerla.

Ecco perché chiedo, pubblicamente, alle colleghe di professione REGISTA nel mondo di meditare 45’, pensare all’effetto, origini e conseguenze di ciò che si dica nell’ambito del nostro microcosmo, sulla scelta fatta da esseri umani di sesso femminile in professioni (mica solo questa) in cui culturalmente e praticamente ci si è ritrovate e ci si ritrova ad avere più oggettive difficoltà. Non sono battaglie in cui si debba abbattere un nemico, sono sfide in cui si deve trasformare una mentalità e la caduta in affermazioni o atteggiamenti naive, diventa un passo indietro nella credibilità di questo concetto. E non ho altro da dire su questa faccenda.

Nella foto: la 18enne Alyssa Carson, la più giovane graduate alla Advanced Space Academy, unica persona al MONDO ad aver finito tutti i NASA camp.

Perché lei? Da piccola volevo fare l’astronauta. Mi hanno detto: per una ragazza è impossibile. Poi ho detto di voler fare la Regista, mi hanno detto che era come voler fare l’astronauta.

Non mi sono lamentata e mi sono messa a lavorare duro per farlo. Alyssa si è messa a lavorare duro per farlo e ha doppiato persino il mio progetto “impossibile” perché “una ragazza”. Fare crea la Rivoluzione.

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Io, l’influenza e gli archetipi

Ho sempre avuto pena e preoccupazione verso quelle donne un po’ Atena un po’ Estia che difendono il patriarcato, che si autosabotano mettendosi nelle ultime file lasciando il palco ai maschi, dando ragione a chi vedono come il capo pur contro altre donne, intervenendo infatti in un dibattito solo se c’è da difendere i maschi dalle accuse di un’altra donna; quelle, le donne protettrici del patriarcato, che spesso se chiedi si dicono persino femministe ma se coinvolte in ruoli decisionali o di una forma di potere dicono cose come:”sono come un uomo/lavoro come un uomo” o persino nel privato:”ah, io scopo come un uomo, guido come un uomo”, scimmiottando quindi il peggio delle loro proiezioni inconsce di cosa un uomo dovrebbe essere, come dovrebbe essere e soprattutto le ragioni per cui, ammettono, il parametro del giusto e del bene è lui e noi non possiamo, al più, che imitarlo se vogliamo essere rispettate.

È un tipo psicologico studiato e ben preciso che io, molto Artemide, reggo a malapena, perché le donne patriarcali senza sapere di esserlo, sono donne spesso non intelligenti come l’archetipo Atena, purtroppo e quindi ottuse e mi manda ai matti la loro non consapevolezza di quanto grave sia il loro comportamento per il genere, quanto umiliante la loro fierezza nel loro scimmiottare archetipi maschili che ritengono positivi.

Io però quando ho l’influenza sono proprio come un uomo.

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Donne smemorine che tagliano il ramo su cui sono sedute

Ieri sera su Netflix ho recuperato un film, “Suffragette”, che ritenevo necessario vedere, anche perché amo moltissimo Carey Mulligan.

Bene.

Vorrei fosse proposto come Cura Ludovico alle donne di destra, alla Meloni, a Barbie-Santanché per tacere della casalinga che hanno messo alla Commissioni Diritti Umani.

E poi proiettato d’obbligo nelle scuole (senza cura Ludovico, per carità)

Per un essere umano di sesso femminile dimenticare cosa siano state le lotte, i sacrifici, le umiliazioni di quelle donne e soprattutto non sapere cosa sarebbe la nostra vita oggi senza di loro, è criminale.

Cosa sarebbe la nostra vita:

– le sopracitate politiche mai al mondo starebbero facendo il lavoro che fanno. Diremo in coro: meglio! No, perché io da donna desidero che loro abbiano il diritto di farlo e

– io il diritto di VOTARE contro di loro

– nessuna di noi potrebbe lavorare se nate in famiglia agiata, fare al massimo le lavandaie ad un terzo della paga maschile e il doppio delle ore, se povere

– non avremmo diritti legali, saremmo “niente” come viene detto nel film, se il nostro capo in lavanderia ci molestasse

– non avremmo diritti sui nostri figli se nostro marito ci buttasse in mezzo ad una strada

– dico buttasse in mezzo ad una strada perché tutti i soldi di casa sarebbero suoi per Legge, anche quelli portati da noi, anche fosse una nostra dote milionaria:

– non potremmo avere un conto in banca, firmare un assegno

– la proprietà sarebbe di nostro marito

– scelta medica su nostro stato di salute ci sarebbe negata.

E altre cosette sul piano sociale che è inutile aggiungere.

Prego ravvisare nell’elenco sopracitato alcuni punti che vi suoneranno familiari:

È davvero finita quella lotta?

Oppure quello che sta accadendoci intorno e, in modo grottesco, spesso sostenuto anche da donne di destra che poverine, sono come quello che taglia il ramo su cui siede, non sta arrotolando indietro il nastro del Tempo, con la certezza di riportare tutto a quelle case non tue, figli non tuoi, soldi non tuoi, corpo non tuo?

Vogliamo veramente essere così distratte?