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La parabola dei Talenti

La sintesi delle mie riflessioni andando verso la fine di questo anno assurdo e paradossale, è la mia regola di vita, l’apprezzare e partire in ogni considerazione da quanto si ha e non da quanto non si ha, sognare alto, essere ambiziosi ma perché ciò che fa della vita una Vita, è la gioia della battaglia e del percorso, il costruire qualcosa da quel che si ha e mettendo alla prova le proprie forze. Era la mia favola della Buona Notte, la parabola dei talenti: abbiamo il dovere, non il diritto, di costruire e creare valore nella nostra esistenza ma questo non deve significare farlo a discapito degli altri, del pianeta e neanche a discapito della felicità del momento presente. Non saremo felici quando avremo quel che desideriamo, siamo felici “per” quel che desideriamo, per quel che abbiamo fatto fin qui, non per il superfluo, che va sé, non ci serve a niente se non a cascare nelle trappole del mercato. Siamo felici per chi amiamo e chi ci ama, per gli amici che abbiamo e grati per la salute che abbiamo, anche quando non è perfetta, partiamo da quel che c’è e che ci permette di fare quanto possiamo fare. L’essere vivi dovrebbe essere un ottimo punto di partenza per creare una Vita, il resto sono scuse, capricci e incapacità di assunzione di responsabilità. Inseguire il successo senza capire che l’unico successo che dà vera felicità deriva dalla voce del verbo succedere: non il riconoscimento, gli applausi e neanche i soldi ma saper fare accadere, succedere le cose a cui dedichiamo amore e attenzione. In questo anno di privazione e di paura, il risultato delle mie meditazioni è aver messo alla prova quanto sopra, ché a pensarla così quando il mondo riesce a farci vivere nell’eterna illusione dell’immortalità e di avere un nostro parco giochi in questo pianeta, siamo bravi tutti. È quando il cielo di carta si squarcia che si capisce chi siamo veramente. In questo schema di pensiero ho personalmente riconosciuto il mio successo e la mia religione e a fare il bilancio mi rendo conto che è vero che gli ostacoli e le crisi sono spesso un’opportunità per l’animo umano.