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Ristoratori e parcheggi, la prossima battaglia romana (ovvero il punto grazie al quale eleggeremo il prossimo Sindaco di Roma)

Lungi da me voler creare un problema a una categoria verso la quale sono totalmente solidale ma in questo momento a Roma stiamo vivendo un incubo, per via delle riaperture che – per rispettare regole e regoline che oltretutto fra dieci giorni non varranno più – hanno costretto i ristoratori a occupare metri e metri di suolo pubblico sfruttando i parcheggi a bordo marciapiede.

In tutta Roma, anche nel quartiere in cui vivo io, hanno messo tavolini fuori per poter riprendere per bene e ospitare tanti clienti, PECCATO che – appunto nel mio quartiere – se prima era tecnicamente impossibile parcheggiare tornando a casa dal lavoro o quel che è, adesso è pura utopia. Nel mio quartiere (Trieste – Salario) per poter parcheggiare in un parcheggio reale, si può tranquillamente girare un’ora se non più. Garage e parcheggi a pagamento, quei tre che ci sono, sono perennemente occupati, posti tenuti da anni da anziani che hanno lì il parcheggio fisso.

Se parcheggi, non dico ovviamente su strisce pedonali o in prossimità di scivoli e men che meno nei posti per disabili, ma semplicemente “male” perché giri da letteralmente due ore e da qualche parte l’auto devi lasciarla, sei preda dei delatori nazifascisti che pur se in quel punto non potrebbero legalmente attraversare a piedi e non dai fastidio a nessuno, si immolano a giustiziere/ronda e ti rompono i tergicristalli.

Questo in tempo di pace.

Adesso è tecnicamente fantascientifico trovare un posto, non dico per scherzo.

La settimana scorsa su Corso Trieste potavano gli alberi, ovviamente in maggio, ovviamente durante i giorni feriali e ovviamente negli orari di punta.

Le strade non erano percorribili e i parcheggi ufficiali, vietati.

Più quelli occupati dai tavolini.

Ora, un aneddoto estremo riguarda una volta che, pur avendo io il permesso per la mia zona per poter posare la macchina – la nostra macchina è ovviamente ecologica e la prendiamo solamente quando abbiamo lunghi percorsi da fare per cui “grazie” alla mobilità romana servirebbero tre mezzi e due ore, come si sa Uber a Roma è costoso quasi quanto un Taxi, un Taxi costa quanto un leasing, lunga parentetica per fermare a monte le illazioni da maestrina dalla penna rossa – insomma ho dovuto lasciare la macchina in un garage in un altro quartiere per un pomeriggio, farmi accompagnare la sera, prenderla, fare un altro giro di 45′, trovare parcheggio.

Questo prima di questo momento eccezionale in cui mediamente quattro parcheggi su venti sono oggi occupati dai tavolini dei ristoranti.

Immaginate adesso.

Se poi vai appunto in una zona non tua, non c’è parcheggio e se mai lo trovi naturalmente da anni esistono solo quelli a pagamento, le famose strisce blu, a Castro Pretorio hanno fatto una lunga striscia blu letteralmente in mezzo alla strada accanto alla ciclabile, per creare parcheggio, ma a pagamento, ovviamente.

Dunque se lavori in una zona in cui esistono solo strisce blu e il tuo posto di lavoro sta a tre autobus che passano ognuno mediamente (come è d’uopo a Roma) ogni 50′, tu per andare al lavoro “coi mezzi” ed essere lì alle otto devi uscire di casa intorno alle 04:30 del mattino, quindi naturalmente prendi la macchina che ti costa, in parcheggio blu, minimo 1 euro l’ora, se lavori otto ore, lavori per pagare il parcheggio al Comune di Roma.

Quando esistevano, appunto, i parcheggi.

Cosa si dovrebbe fare, ci diremo, per evitare che nascano faide e malumori – come già sento serpeggiare nei discorsi nel mio quartiere – contro i ristoratori e i loro tavolini?

Butto lì, anche per capire chi dovrò votare come Sindaco di Roma alle prossime elezioni.

Nella situazione attuale di emergenza, aumentate parcheggi (siete stati bravi a tirare una linea blu in mezzo alla careggiata a Castro Pretorio, gliela potete fà ovunque), e soprattutto, cara Virginia Raggi se vuoi veramente tenerti la poltrona anche alla prossima, fai il gesto di togliere il parcheggio a pagamento per tutta l’estate.

Per chi ha il permesso per la propria zona cambia poco ma visto che saremo costretti, vivendo a quartiere Trieste, a parcheggiare a Monteverde (questa la capiscono i romani), sii carina e togli questo balzello ai romani, per prima cosa.

Crea parcheggi come non ci fosse un domani, togli i divieti accanto a marciapiedi in cui si potrebbe tranquillamente parcheggiare ma lo vietate per riempirvi le casse con le multe, così da tamponare questa situazione ed evitare guerre tra poveri.

Poi, in generale, chi riuscirà a mettere in riga l’Atac e fare passare i bus ogni 8′ come promettono i cartelli, calmierare i Taxi e di conseguenza gli Uber portando anche Roma a essere una grande Capitale europea (il tragitto che a Roma paghi 15 euro in Uber, a Lisbona lo paghi 4 euro, per dire) sarebbe altra cosa carina.

Di questa mitologia per cui spostarsi in una città da quasi tre milioni di abitanti è più complicato che per Elon Musk arrivare su Marte, saremmo tutti un po’ stufi.

Vorremmo poterci muovere ma anche poter posare le nostre auto. Soprattutto adesso, che la vita riparte, non fate che a pagare e soffrire restino sempre i cittadini e non scatenate, ripeto, guerre a categorie che hanno già parecchio sofferto.

Grazie.