c'è pure questo · della narrazione · gli uomini maturano, le donne invecchiano · il mondo dalla mia stanza · whatever

Donne smemorine che tagliano il ramo su cui sono sedute

Ieri sera su Netflix ho recuperato un film, “Suffragette”, che ritenevo necessario vedere, anche perché amo moltissimo Carey Mulligan.

Bene.

Vorrei fosse proposto come Cura Ludovico alle donne di destra, alla Meloni, a Barbie-Santanché per tacere della casalinga che hanno messo alla Commissioni Diritti Umani.

E poi proiettato d’obbligo nelle scuole (senza cura Ludovico, per carità)

Per un essere umano di sesso femminile dimenticare cosa siano state le lotte, i sacrifici, le umiliazioni di quelle donne e soprattutto non sapere cosa sarebbe la nostra vita oggi senza di loro, è criminale.

Cosa sarebbe la nostra vita:

– le sopracitate politiche mai al mondo starebbero facendo il lavoro che fanno. Diremo in coro: meglio! No, perché io da donna desidero che loro abbiano il diritto di farlo e

– io il diritto di VOTARE contro di loro

– nessuna di noi potrebbe lavorare se nate in famiglia agiata, fare al massimo le lavandaie ad un terzo della paga maschile e il doppio delle ore, se povere

– non avremmo diritti legali, saremmo “niente” come viene detto nel film, se il nostro capo in lavanderia ci molestasse

– non avremmo diritti sui nostri figli se nostro marito ci buttasse in mezzo ad una strada

– dico buttasse in mezzo ad una strada perché tutti i soldi di casa sarebbero suoi per Legge, anche quelli portati da noi, anche fosse una nostra dote milionaria:

– non potremmo avere un conto in banca, firmare un assegno

– la proprietà sarebbe di nostro marito

– scelta medica su nostro stato di salute ci sarebbe negata.

E altre cosette sul piano sociale che è inutile aggiungere.

Prego ravvisare nell’elenco sopracitato alcuni punti che vi suoneranno familiari:

È davvero finita quella lotta?

Oppure quello che sta accadendoci intorno e, in modo grottesco, spesso sostenuto anche da donne di destra che poverine, sono come quello che taglia il ramo su cui siede, non sta arrotolando indietro il nastro del Tempo, con la certezza di riportare tutto a quelle case non tue, figli non tuoi, soldi non tuoi, corpo non tuo?

Vogliamo veramente essere così distratte?

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Lo strano fenomeno della Donna-Pagliaccio

C’è questo fenomeno che mio marito ed io chiamiamo la pagliaccite acuta e che colpisce le donne di un’età che solitamente parte dalla linea d’ombra, circa i quarant’anni, quindi non proprio una crisi di mezz’età, una cosa diversa e solitamente ad esserne colpite sono le donne di sinistra.

Le donne di sinistra colpite da pagliaccite, una volta magari note per vestirsi femminili, con tacchi o anche scarpe basse ma jeans carini, gonne o vestitini in foggia umana, ad un certo punto temendo forse di apparire delle signore – quali diventiamo ci piaccia o no – nel tentativo di apparire giovanili ma con un certo stile ecosostenibile e di sinistra, cominciano ad indossare strane scarpottone piedose, pantaloni a quadrettononi un po’ pallottosi, immancabile gilet e sciarpotta cucita a mano dalle detenute di un carcere lontano, cappellazzi sformati di tela e bracciali con fiorotti di tela.

Sono questi sintomi evidenti di pagliaccite che spesso si accompagnano con vistosi interventi di ritocchini al viso con un filo di labbrotto un po’ gonfiato ma quel tanto per non sembrare di destra, un filo di filler al nasolabiale ma evitando il botox che fa Santanché.

Vittime della pagliaccite sono anche molte attrici che hanno superato la linea d’ombra e che si presentano persino ad eventi mondani non con una scarpetta e un vestitino o un bel completuzzo sobrio che sarebbero magari più d’uopo, ma in tenuta pagliacciosa e atteggiamento abbinato: zampe un po’ larghe, gestualità da Hemingway meet Coco Chanel ubriaca, risata grassa e incredibile capacità di fingere di non vedere la ventenne in tubino al ginocchio e tacco 12 accanto a sé, che porta un look che forse dovrebbe esserle di ispirazione (ma si noterebbe la differenza).

La pagliaccite è subdola e spesso si manifesta da un giorno all’altro senza preavviso ecco perché nel fare nuovi acquisti la donna che attraversa la linea d’ombra deve fare attenzione: vi attira un pantalone o una gonna rotondosi e sformati, magari in lino o lana grezza, quadrettoni? Cercate nell’armadio quel vecchio gilet con i fiori di pezza? Invece di guardare stivaletti di cuoio e scarpe normali vi attirano scarpotte da Topolino meglio se in tre colori di cuoio tra cui il rosso?

Attenzione: potrebbe essere pagliaccite.

Mio consiglio: avvisate un vostro caro e prima di fare acquisti e/o comporre un outfit per uscire, consultatevi, fatevi accompagnare.

Fate lunghe immersioni in analisi di foto di donne adulte non colpite da pagliaccite, osservate le linee degli abiti, dei cappotti, dei jeans umani, delle gonne, degli chignon, dei capelli naturali con le loro trezzette grigie. Ricordate che nulla vieta di mantenere il look che avete sempre avuto e che corrisponda alla vostra personalità: siete sempre state rock? Siete sempre state eleganti? Siete sempre state sportive?

C’è modo di rimanere se stesse adattandosi al fatto di essere – finalmente- delle signore ma di sicuro non siete mai state dei pagliacci.

Quindi, a conclusione della terapia ripetete a voce alta più volte: sono una donna, non sono una ragazza ma soprattutto non sono un pagliaccio.

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Le cernie con il girello (ovvero testamenti da vivi di cui tener conto)

Oggi parliamo di argomenti allegri. Già da una dozzina d’anni ho lasciato scritto un testamento biologico (che almeno da morta o quasi non sia il potere a decidere per me) e ho deciso ultimamente che va scritto un testamento da vivi in caso di perdita delle propria capacità tipo: autorizzo mio marito a soffocarmi con un cuscino onde io anche solo faccia cenno a soluzioni quali botox, filler gonfia-canotto, strane procedure che mi trasformino in una cernia con zigomi a mo’di spalline anni ’80 et similia.

Sono arrivata a tale conclusione visto che, avendoci un’età, noto una crescente e degenerativa epidemia tra coetanee – ma anche più giovani di me – che un tempo riconoscevo e poi mi vedo arrivare alienizzate.

Ragazze vintage che siamo: vi prego dal profondo del cuore.

Vi prego.

Invecchiare con bellezza si può, per voi che avete denari sufficienti a spararvi sostanze rubate alla Saratoga in faccia: trattamenti, creme da 400 euro al grammo, aggeggini per ginnastica facciale, nove ore di sonno, fare tanto l’amore, bere acqua e prendere integratori MA DI PIÙ AD OGGI NON SI PUÒ FARE SENZA APPARIRE DEI MOSTRI, non sembrate più giovani bensì sembrate viste da uno che si è sparato l’LSD in vena.

Hanno da poco scoperto l’ormone che provoca l’invecchiamento e pare che fra cinquant’anni non si invecchierà più, siamo forse l’ultima generazione che conoscerà il girello e il pannolone. Arriviamoci con dignità.

Però siccome la donna e lo specchio sono un connubio che può generare alterazioni mentali e raptus di follia anche nelle più insospettabili, lascerò autorizzazione scritta in merito a mio marito per preservare la mia futura dignità (nonché lo sguardo di mio marito stesso che non si ritrovi a svegliarsi accanto ad una cernia con il girello)