c'è pure questo · della narrazione · il mondo dalla mia stanza · L’Aliena · Uncategorized · whatever

Egregio Presidente Conte, non critichiamo Orban (una visione dal futuro)

Egregio Presidente del Consiglio,

ormai sono tre volte che mi rivolgo direttamente a Lei, perché in teoria chi ci governa “sta lì per noi” e dato che vi ostinate tutti a dirci che siamo in guerra mi comporto come faceva quella mia straordinaria parente, che durante gli anni tremendi di World War II si rivolgeva direttamente ai governanti perché essendo donna intelligentissima e di cuore buono, pensava che con un minimo di dialogo diretto potesse parlare al cuore di chi secondo lei stava facendo del male all’Uomo. Ed aveva, tra parentesi, ragione. Ma sa, durante gli eventi le dicevano tutti che non capiva, in quanto donna, ragioni profonde della necessità delle scelte fatte dai governi.

Il Tempo ha dimostrato che aveva ragione eccome, i libri di Storia le danno ragione, ma lei rimane nell’ombra di quello che chiamiamo il popolo, entità che per Voi che vi trovate, per merito o meno, a governarci, è solo un numero da manovrare.

Ieri, seguendo un collegamento dal Giappone ho sentito parole che mi hanno acceso un campanello, campanello che nella mia mente logica ha fatto collegamenti con notizie e realtà che rimbalzano in questi giorni, con in testa la differenza abissale tra i provvedimenti presi qui in Italia e in alcune parti del mondo, appunto il Giappone ma soprattutto nell’altra mia Patria, la Finlandia e in generale il mondo scandinavo.

Lei saprà, per quanto dite spesso che il mondo starebbe imitando il modello italiano e che non è per niente vero, che in quei Paesi nessuno sta imponendo ad un’intera popolazione di tapparsi in casa per Decreto.

Si sta imponendo per Legge a chi è malato o risulta portatore della malattia, la quarantena, per il resto si sta chiedendo, suggerendo, invitando i cittadini ad alcuni comportamenti.

Dove vive la mia famiglia le scuole elementari e l’asilo sono aperti, perché molte persone che lavorano non saprebbero a chi lasciare i figli, hanno invitato le persone anziane e più fragili di salute a recarsi nei negozi negli orari loro dedicati, e invitano le altre categorie a non andare nei negozi in quegli orari.

In Germania stanno imponendo la quarantena a chi è malato o positivo al Virus, per due settimane, chi risulta negativo può fare normalmente le sue cose.

In Svezia, lo sappiamo, e notiamo che il loro tasso di accelerazione del contagio, morti e feriti rimane inferiore a quel che succede qui, nonostante alcun lockdown.

D’altronde, la paventata ecatombe nel Sud Italia non si è manifestata dopo “la fuga dei terroni”, tanto insultata.

Ma queste possono essere questioni opinabili, qua usate tutti i numeri e le statistiche alla bisogna, per cui concentriamoci su quello che mi ha colpito del collegamento dal Giappone e cioè la frase:

Il Giappone ha una Costituzione per cui nessuna circostanza, per nessun governo, prevede neanche lontanamente la possibilità che si facciano Decreti che limitino la libertà del cittadino.

In effetti, noi che ci commoviamo oggi davanti a file di bare di persone anziane falcidiate da un Virus, quando abbiamo smesso di commuoverci per le migliaia di giovani – nostri nonni e loro fratelli – morti per darci una democrazia basata sul principio fondamentale dei diritti umani che, la interrompo subito, non è la Salute ma la Libertà?

Dopo decenni in cui questi nostri antenati hanno vissuto sulla loro pelle la limitazione della Libertà al punto da vivere di coprifuochi, orari in cui si poteva uscire, o anche andando più vicino, noi che abbiamo visto cadere il muro di Berlino, dal quale tanti giovani si sono lanciati incontro alla morte pur di non avere più un governo che in nessun caso al mondo potesse dirti cosa puoi e non puoi fare... quando abbiamo smesso di ricordarci che in una democrazia, secondo la nostra Costituzione, la Salute è un diritto e non certo un dovere, la Libertà è un diritto ed un dovere?

Io voglio vivere in una democrazia, e quello in cui mi rendo conto di avere sbagliato profondamente, da italiana, come abbiamo sbagliato tutti noi italiani che abbiamo il compito e dovere di tenere fede a quel monito che ci sussurrano coloro che ci hanno regalato una democrazia, ha sbagliato il Parlamento, perché noi non avremmo mai dovuto permettere che Lei, temo ingenuamente e mal consigliato, potesse permettersi di stabilire i limiti del nostro movimento nel mondo, tramite Decreti Legge.

Non avremmo mai dovuto permettere che partisse il primo.

Così come sta sbagliando chi lo sta permettendo a casa sua, in quei Paesi che condividono i nostri stessi limiti nel Sistema Sanitario e pur vi vige una democrazia.

State violando la Costituzione, il mondo in cui hanno creduto i miei nonni e i loro fratelli, state creando un precedente legale ed amministrativo gravissimo.

E non avremmo dovuto mai permettervelo.

Non avremmo dovuto permettervi di rispondere a chi vi ha pure detto che sarebbe bastato rivolgersi al buon senso dei cittadini “che ciò non è possibile perché si sa come sono fatti gli italiani” e che quindi andava fatto un atto di forza per costringerci a fare quello che secondo Voi andava fatto. Al di là del concetto offensivo che c’è dietro queste parole, niente e nessuno al mondo avrebbe dovuto giustificare la violazione del principio fondamentale su cui è basata la nostra Repubblica, la Libertà e soprattuto niente e nessuno al mondo implica trattare cittadini adulti come bambini da mettere sotto tutela perché non sanno quello che fanno.

Non siamo bambini da mettere sotto tutela ed è quantomeno ipocrita usare la retorica, demagogica e populista, dell’onda emotiva data dal dispiacere di vedere tanti morti, appellandosi al nostro diritto alla Salute in un Paese in cui se un medico ti dà un’impegnativa per una TAC urgente, aspetti un anno, le nostre ASL sono affollate di anziani in attesa per ore, i nostri ospedali sono normalmente affollati di gente ricoverata in barella in corridoio.

È offensivo e retorico perché vi abbiamo permesso di far diventare un nostro problema quello che è un vostro problema: non eravate pronti, perché dal dopoguerra chi è stato negli edifici in cui Lei adesso passa il suo tempo, se ne è strafregato del diritto alla Salute dei cittadini e quindi non c’erano i mezzi e non c’era il personale per affrontare tutti questi morti tutti insieme – perché sappiamo che è un numero nemmeno paragonabile ai tre milioni di italiani che ogni anno contraggono una polmonite per varie ragioni, i dodicimila che muoiono di questo malanno ogni anno, le migliaia e migliaia che muoiono per l’inquinamento di quelle fabbriche che vi ostinate a non fare chiudere, bambini che sviluppano tumori, feti malformati, centinaia di migliaia di morti per il fumo etc etc etc.

Non eravamo pronti alla quantità e non avevamo la qualità delle strutture, per affrontare tutto questo.

Non doveva diventare un problema nostro, non per Legge, ci andava chiesto, tutto questo terrorismo psicologico non era affatto necessario, è offensivo, sta scavando in tutti noi paranoia e frustrazione. Soprattutto quando gli italiani, generosamente, hanno versato più di cento milioni di euro alla Protezione Civile e avreste ora soldi e gente pronta a lavorare e guadagnare per costruire interi villaggi-ospedale, pieni di bellissimi respiratori (uno costa quindicimila euro) e invece ciò che ci fate vedere, a fronte della dichiarazione di Borrelli che dice che ne avete spesi già otto milioni, sono du’ caserme scamuffe con brande da militari su sui sbattere i malati, mentre c’è chi ha demonizzato Fedez e la Ferragni per una raccolta privata verso un istituto privato che in due settimane ha messo su reparti degni di ospedali finlandesi.

Qualcosa non funziona, come sempre, diremo che siamo nella perfetta tradizione italiana, stiamo ancora cercando tutti quei milioni versati dagli italiani per i terremoti, pensa che troveremo “la valigia accanto alle scarpe “ citando Totò, quando ci chiederemo dove sono finiti tutti questi soldi mentre continuate a dirci “non abbiamo abbastanza mezzi, non abbiamo abbastanza gente”? Assumetela, ‘sta gente, siamo pieni di neolaureati in Medicina ed Infermieristica che appena avete battuto un colpo sono corsi all’appello e glielo dico conoscendone alcuni: non è solo per aiutare che lo fanno ma perché si svegliano sognando di avere un lavoro magari da anni e sono anni che vanno consegnando i Glovo con le loro belle Lauree.

E passiamo alla ragione principale per cui mi permetto di metterla sul chi va là.

Noi, tutti, tranne personaggi di Sua chiara conoscenza, siamo inorriditi davanti al colpo di mano di Orban in Ungheria, dicendo che infine si affaccia un dittatore in Europa.

Scusi ma non capisco la sorpresa.

Quello che Lei sta, forse inconsapevolmente facendo, è creare il perfetto humus perché una realtà autoritaria si crei anche da noi, a breve.

Lei ha creato un precedente gravissimo con questi suoi Decreti ed ecco perché Le dico che avremo dovuto scendere subito in piazza, in una sorta di installazione umana tenendoci a due metri di distanza davanti a Montecitorio, per impedirle da subito che accadesse.

Lei non ha ragionato da politico, ma si è fatto prendere dall’onda emotiva dei fatti, cosa che chi si mette alla guida di un Paese non deve MAI fare, dato che non deve limitarsi MAI al presente piuttosto ragionare su ogni conseguenza delle sue azioni per il domani.

Ha creato un precedente per cui per ragioni di Salute, domani di un asteroide che sfiora la Terra, oppure che so, non vorrei dare l’idea a quel nostro comune amico che lei ha blastato in Parlamento l’estate scorsa, adducendo che si tratta di proteggerci dalla criminalità, di limitare la nostra libertà di movimento per Legge, con un Decreto. Mettere i militari per strada per farci non “una multa” come tutti la stanno recependo, ma una sanzione che riguarda un reato penale, che è ben altra cosa.

Lei, sull’onda emotiva e noi, shockati e imbambolati per la potenza di quel che stava accadendo, abbiamo aperto la porta al peggiore dei mostri.

E Le dico anche come andrà.

Mi attribuiscono poteri di premozione da quando ero piccola, per una leggenda familiare legata ad una bisonnna sciamana che mi avrebbe passato delle capacità, nel realismo magico che contraddistingue parte della mia storia familiare, fatto sta che fin da bambina – è vero – ho fatto spesso impressione per la capacità di prevedere conseguenze e fatti, pare invece che sia per una mente logica che ho, più prosaicamente perché si è scoperto che un quoziente intellettivo particolarmente alto, non è un merito, è DNA, e quindi farei inconsciamente calcoli probabilistici che si avverano nel 99% dei casi, anche perché amo moltissimo la Storia e la Psicologia e quindi quel materiale sta nel mio cervello e lo elabora.

Pensi solo che nel mio lavoro di Regista, il mio prossimo ipotetico film su cui stavamo lavorando e che ho scritto da diversi anni, parla di un Virus che falcidia l’Umanità, folle di comparse che indossano mascherine antibatteriche, la Paura rende tutti diffidenti, aggressivi e superstiziosi. Da dove mi sarà venuto, soprattutto l’insistenza con cui dico da due anni che sarebbe stato il momento giusto per questo film?

Funziono così, peccato che ho anche la sindrome di Cassandra, un po’ come quella mia parente sono un po’ stufa di sentirmi dire, sempre dopo, che “avevo ragione”, non si vuol avere ragione quando si osserva il futuro, si vuole solo avvisare chi sta andando verso il precipizio. Ma il mondo è dominato dalla presunzione.

Fatto sta che ho visto, con ottima chanche di averci preso, cosa succederà, ripeto con altissima probabilità, se non fa subito retromarcia sulle modalità in cui state gestendo questa emergenza (ma per il precedente forse è già tardi).

Citando questi giorni, è vero che noi umani tendiamo a essere presi dal presente e quindi tendiamo magari ad accogliere con le palme oggi chi domani mandiamo in croce scegliendo Barabba.

Lei forse pensa che passerà alla Storia come l’eroe di questi giorni ma so già che massimo tra un anno Lei e Borrelli sarete il capro espiatorio della catastrofe in cui ci state precipitando con queste modalità da reazione isterica e confusa dell’emergenza.

Domani la gente avrà fame, negozi che chiuderanno, settori interi – come il mio che appunto lavoro nel Cinema e audiovisivo – che ci metteranno una vita, se mai ci riusciranno, a fare ripartire il lavoro e questi quattro spicci che adesso sventolate davanti ai nostri nasi, oltretutto da ottenere con la solita dinamica dell’umiliazione del cittadino che si sbatte tra siti che non funzionano e controlli sulla nostra privacy che si dovrebbe avere il buon gusto di evitare, tra un anno avranno il sapore delle brioches di Maria Antonietta dato che state persino a discuterne, quando non far finta di non aver sentito, quando vi propongono di dimezzarvi subito e per un bel po’ gli stipendi per usare quei soldi per la collettività. Un bel Decreto dall’oggi al domani lì non riusciamo a produrlo.

Ma cosa più grave, quel che vedo è che rischia, per quel precedente di cui sopra di passare alla Storia come quello che sparò all’Arciduca a Sarajevo: quello che state innescando con il tenervi in tasca come foste il Guardiano di porta e il Mastro di chiavi, Lei e Borrelli, date di rilascio degli ostaggi che noi ormai dobbiamo solo affidare al vostro buon cuore, questa è una faccenda gravissima, senza precedenti, che ci apre appunto lo scenario di cui parla Harari in una sua bellissima intervista. Qua noi si sta creando terreno per nuovi totalitarismi, nel momento in cui si saggia la docilità con cui, messo davanti ad una paura X, il popolo accetta che la sua Libertà venga limitata per Legge.

Insisto sull’espressione per Legge perché Le sia chiaro che non sono tanto i principi, magari in over reacting, che metto in discussione, ma le modalità.

Dunque io glielo dico molto chiaramente, non da sciamana né da persona intelligente di quella intelligenza familiare che poi non è un merito se non applicata – anzi per me è stata spesso un problema e una cosa da nascondere – ma da persona che ha dovuto – per una vita estremamente complessa, dovendo affrontare più volte il rischio, la morte, avendo passato ore abbracciata al corpo di suo padre morto giovane per aver eroicamente, stupidamente, scelto di aiutare qualcun altro che non fosse se stesso, quando magari avrebbe potuto salvarsi – imparare a controllare quell’onda emotiva che sarebbe stata naturale e non ho cercato capri espiatori, ecco io Le suggerisco – perché io non sono nel ruolo di imporre i miei personali ragionamenti come invece Lei sta facendo con tutti noi – di fare immediata retromarcia da questa dinamica: Voi dovete chiederci, suggerirci, invitarci, non avete il diritto né l’autorità di non lasciare che sia il cittadino, con le informazioni in mano, a poter scegliere, decidere come gestire quell’equilibrio necessario che guida la vita tra Coraggio e Prudenza, smetterla di trattarci come bambini o massa da manovrare.

Perché se la vede in termini di politica futura, tutto quel che sta accadendo in questi giorni La ha completamente bruciata,  per le ragioni ovvie e sicure che Le ho citato prima, l’Uomo cerca sempre qualcuno a cui tagliare la testa quando ha fame, mentre sta invece consegnando un bel pacchetto a chi invidia Orban, in termini di felicità dei cittadini e la felicità parte dalla Libertà, a fronte di inevitabili perdite di una guerra, come continuate voi a chiamarla, state seminando anni di disastro.

Ma soprattutto mi avete personalmente fatta consapevole di essermi addormentata in un Paese ancora democratico, settimane fa, ed essermi svegliata con Voi che sputavate in faccia (non dico altro per non essere volgare) a quei ragazzi che hanno capito che la Libertà vale persino più della vita stessa, perché la Libertà è Vita, la libertà di scegliere persino come morire, sennò è un’esistenza senza senso e senza scopo; quei giovani di cui abbiamo rare immagini in bianco e nero o ancora indietro, solo ritratti ad olio, hanno scelto di morire per dare a noi un mondo in cui fossimo noi a decidere, rappresentati da qualcuno che, prima di mettere mano a quei diritti fondamentali dell’Uomo, prima chiede a noi se siamo d’accordo.

E siamo in moltissimi a non esserlo per le modalità di gestione, perché siamo in contatto con il resto del mondo e perché appunto vediamo il futuro e, soprattutto in termini di conseguenze, scopriremo tutti che non avremmo dovuto esserlo, domani, che non avremmo dovuto neanche venissero gli alieni.

So che come al solito non ci sarà seguito a questa mia, ma se qualcuno dei Suoi se la trova sottomano, se la stampi e se la conservi, ne parliamo magari tra un anno.

Giusto un consiglio e per lasciare traccia nella Storia che qualcuno aveva capito e avvisato.

Grazie

Anne Riitta Ciccone