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NON HAI TENUTO CONTO DELL’AMORE (ovvero, perché il prete di Lerici è un peccatore davanti a Dio e agli uomini)

Natale rende tutti più buoni. Ovviamente soprattutto quelli che sanno esattamente cosa si festeggia a Natale, cioè la nascita di Gesù. I Cristiani sono coloro i quali credono in Gesù di Nazareth,  il quale ha portato nel mondo un comandamento fondamentale: ama il prossimo tuo come te stesso. Questo comandamento ha cambiato il mondo, o gran parte di esso perché ha in sé il principio più rivoluzionario che esista e che implica, per logica, l’eliminazione di sentimenti quali violenza, pregiudizio, prevaricazione.

Insomma, diciamocelo, credenti o non credenti,  è palese che Gesù sia stato il più grande rivoluzionario e il vero precursore di un’idea che poi è stata scopiazzata assai dal comunismo (come ricordava in un suo geniale pezzo Benigni anni fa), ha fatto legge della non violenza, dell’uguaglianza e fratellanza etc etc.

Io sono cresciuta tra due nonne molto religiose ma una luterana, l’altra cattolica. Non erano quindi d’accordo su molte sfumature, più che altro di applicazione pratica, del messaggio e della fede in Gesù. Il mio bisnonno, padre della mia nonna finlandese, era peraltro un pastore, la versione protestante del prete, che come tutti sanno si può sposare e avere figli (ecco quindi spiegata l’esistenza di mia nonna, ovviamente).

Quando sono arrivata in Italia, essendo che ero già in età scolare, c’era questo problema che non parlavo la lingua italiana e all’epoca trovare una scuola che mi accettasse non era facile, quindi sia per avere una maggiore attenzione, sia per frequentare la stessa scuola di mia cugina che era l’unica bambina coetanea che conoscessi fino a quel momento, ho frequentato le elementari dalle suore.

Tutta questa premessa apparentemente confusa per dire che io, sulla religione cristiana, ne so abbastanza.

Che io abbia fede o no, è una faccenda complessa da spiegare, però una cosa è certa:

ho sempre ammirato molto i cristiani che credono (rispettato va da sé, rispetto chiunque)

ho sempre amato il messaggio cristiano

ho sempre amato la vita e il pensiero di Gesù di Nazareth perché, come ho detto prima, al di là di tutto racchiude praticamente tutto ciò in cui credo: devi amare gli altri come te stesso, averne rispetto, non scagliare la prima pietra su chi ha peccato, non stare a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, devi pensare a chi è più sfortunato, l’unico atto davvero senza perdono è quello di chi fa male ai bambini e, soprattutto, siamo tutti uguali agli occhi di Dio, che per un non-credente  – nel senso qualcuno che fa fatica ad avere una fede assoluta, unica, stigmatizzata e dogmatica, che fa fatica a credere in una vita dopo la morte, insomma, manca di “affidamento” spirituale/mistico – si traduce comunque in quel principio per cui al di là di ceto sociale, razza, genere, etc. siamo tutti uguali in quanto umani ergo con pari diritti e dignità.

Ora, in questi giorni di Natale in cui un credente è sicuramente commosso dalla celebrazione della nascita di quel Gesù i cui principi – in teoria – segue e nella cui divinità crede, esplode come un petardo un ennesimo strafalcione di chi? Di un ennesimo PRETE.

Chi è un prete spiegato a un bambino di sette anni:

Come ci spiegava la suora a scuola i preti sono i soldati di Gesù, sono come i suoi apostoli, sono quelli che non solo credono in Lui e nel Suo insegnamento, ma essi rinunciano alla loro vita mondana, ad avere una famiglia, prendono dei voti non certo divertentissimi per mettersi al servizio degli altri, portare il Verbo nel mondo e fare proprie le scelte e le azioni di Gesù, dalla povertà allo spirito di sacrificio, foss’anche il martirio, perdere la propria vita, rinunciare a sé.

Dunque essi, prima di tutto, più di chiunque fanno propri i comandamenti del Signore: amano il prossimo loro come se stessi, ergo non hanno pregiudizi di sorta, non giudicano, comprendono, perdonano. Essi conoscono  e comprendono il mondo.

Quindi chi non agisce così non è un prete, non è che basta che hai la tua divisa da prete, hai preso i voti, fatto il tuo rituale e toh, sei prete per sempre. Che sei prete lo dicono i tuoi gesti, le tue parole, la tua scelta di aderire a quei principi, a quei valori, a quei comandamenti.

Ecco.

E sennò sei un falso prete. Un prete eretico, un impostore agli occhi della comunità religiosa che stai servendo.

L’altro giorno, masticando ancora amare le parole del Papa che se la prendeva con gli omosessuali, mi ritrovo a seguire attonita, nel corso di un programma in tv, la lettura  del volantino di questo ennesimo PRETE impostore, il famigerato prete di Lerici.

VOLANTINO FEMMINICIDIO:PRETE,MOSTRARSI NUDA E'VIOLENZA DONNA

 

C’è stata anche l’ironica coincidenza  che poco dopo sullo stesso canale televisivo abbiano mandato  in onda  la pubblicità:

Se non ci fossero i preti, chi ci starebbe con loro? (si intenda per “Loro” gli ultimi della terra, i poveri, gli abbandonati…)

E quanto mi è risultato ancora più ironico leggere su una rivista, nelle stesse ore, un’intervistina a Don Gallo, prete che a me è sempre parso un vero erede dello spirito di Gesù di Nazareth: ama chiunque più di se stesso, è sempre dalla parte di chi è veramente ultimo e abbandonato, e quindi è del mondo e nel mondo, non vive in un iperuranio che non esiste, non pensa e non parla per astratte teorie, conosce e ama la fragilità dell’animo umano, crede fortemente in quella scintilla poderosa che l’umano ha in sé e che gli permette il riscatto, il miracolo, il cambiamento. Sicuramente non giudica, e sicuramente ama.

Eppure preti così si sono ritrovati a scontrarsi con la Chiesa ed essere più volte redarguiti.

Devo dire che questa storia del volantino mi ha fatto arrabbiare – ovviamente – moltissimo e ho reagito come al solito, ci ho fatto una lunga riflessione.

Sarà per la mia sopracitata formazione, sarà carattere, io difficilmente odio. L’odio è un sentimento brutto, che rovina l’umore, fa male alla pelle e rovina l’alito. I radicali liberi che distrugge, non si sa.

E’ un sentimento distruttivo, e distruggere un altro fa perdere molto più tempo che quello utile a costruire qualcosa di importante per la vita di chi ami e la tua.

E’ un sentimento che non rende lucidi.

Verso le persone (tante) che hanno fatto male a me o a quelli che amo – che è molto peggio – ho sicuramente provato un po’ di odio, per un po’, non saprei mai porgere l’altra guancia, sono meno che perfetta, (nella vita quotidiana quelli che ritengo cattivi al più li ignoro, li cancello, cerco di fare in modo che non entrino nella mia vita) però delle ingiustizie che ho subìto e soprattutto di quelle che governano il mondo umano, mi fa rabbia che non esistano regole e leggi reali che facciano sì che le ingiustizie vengano davvero punite e l’equilibrio ristabilito; mi fa soffrire che le leggi non siano davvero uguali per tutti. Mi fa soffrire, e molto, che gli esseri umani non siano riusciti neanche un po’ ad applicare il principio cristiano del nostro essere uguali davanti agli occhi di Dio, ergo avere uguali diritti: alla felicità, all’istruzione, alla salute, alla cultura.

“Odiare” il cattivo di turno che si approfitta di questo vuoto enorme, è veramente energia sprecata, essere arrabbiati e quindi pensare a come contribuire perché esistano regole che fermino i cattivi e tutelino i buoni, è già più utile.

Quindi io non ODIO il prete di Lerici che dice che le donne che subiscono violenza se la sono cercata, perché “la natura dell’uomo è aggressiva e quindi non va provocata” o perché “vanno in giro con abiti provocanti” o perché “CREDONO DI ESSERE AUTOSUFFICIENTI” e insomma dai, se la tirano, pensano magari d’averci pure un’anima, essere uguali al superiore maschio.

Io ciò che davvero ODIO è il fatto che il suo PECCATO rimanga impunito.

Nessuno si accorge che dal punto di vista della religione cristiana dire cose del genere è PECCATO? Anzi sono una somma di peccati contrarissimi ai principi cristiani: pregiudizio, razzismo, sciovinismo, orgoglio e presunzione insisti  in un giudizio così anti-umano e irrispettoso: quest’uomo si erge a depositario della Morale del mondo mancando di rispetto in modo orrendo a esseri umani che hanno l’unica colpa di appartenere al genere sessuale femminile. La morale che professa è ereticamente contrarissima a quel Verbo che ha il dovere di proclamare nel mondo in virtù dei voti che ha preso.

E quindi la “punizione” dovrebbe essere almeno che non fosse più prete.

Per la religione cristiana esiste il perdono ma davanti a reale pentimento: perché lo lasciano al suo posto se questo nemmeno si dichiara pentito?

Da un punto di vista chiamiamolo secolare, invece, offendere l’intero genere femminile con parole e toni degni di centinaia d’anni addietro, come a cancellare secoli se non almeno un millennio di civilizzazione, cancellare i passi avanti fatti guarda un po’ proprio nella direzione dei principi di quel ragazzo morto in croce – uguaglianza, rispetto di tutti, aiuto e sostegno ai più deboli,  amore per il prossimo, anche e soprattutto per chi non comprendiamo e sentiamo diverso – istigare praticamente alla violenza, giustificandola quasi, possibile che non sia REATO?

Guardiamolo bene: è un REATO a tutti gli effetti. L’istigazione alla violenza e all’omicidio tramite la sua giustificazione è un reato, soprattutto dato il ruolo che ricopri.

Mi spiego.

Immaginiamo lo scenario. C’è gente che dice di aver fede nella religione cristiana ma è ignorante e non ha che un’idea superstiziosa e pagana della religione che teoricamente abbraccia, (se esistono persino criminali che si fanno il segno della croce in chiesa o che invocano Dio nell’esecuzione dei propri crimini…) questa gente non ha senso critico, non legge, non si informa, non sa.

Quindi delle parole di chi si fida? Ma dei preti, ovvio.

Il prete è il depositario della verità e della morale, come il medico del potere taumaturgico di guarirti e il commercialista di quello di metterti a posto i conti.

Una delle cose, tra l’altro, contro le quali ci ha messo in guardia sempre il Gesù che i cristiani seguono, è proprio l’ignoranza.

Allora, se c’è una persona cattiva, violenta, talmente frustrata dai propri fallimenti oppure molto stupida, molto ignorante, quali sono insomma le persone che fanno male ad un altro essere umano, e se questa persona è persino vigliacca, la più vigliacca degli esseri sulla terra tanto da prendersela con qualcuno di fisicamente più debole o in minoranza, bene: cosa succede se una di quelle figure a cui riconosce un’autorità, fosse in merito alla salute, alla sua situazione fiscale, ma peggio ancora in merito alla morale (le azioni per cui debba o meno sentirsi un mostro, insomma) dice che:

IN FONDO NON E’ COLPA SUA?

Di chi è la colpa quindi?

E’ della moglie che lo ha provocato perché non ha tenuto conto della sua superiorità fisica e quindi deve starsi muta e con gli occhi a terra se lui le risponde male, se è nervoso, se lei ne ha scoperto un tradimento? Come se la coppia non fosse il luogo in cui ognuno di noi dovrebbe sentirsi più protetto?

E’ della ragazza che viene stuprata perché non tiene conto che l’uomo in teoria è una creatura così vigliacca e orrenda che trova bello fare sesso con una donna che non vuole, anzi gode all’idea di farle male, usare il suo corpo e poi ucciderla? Magari non tiene conto che se si muovono in branchi sono numericamente superiori alle sue forze? Perché non se ne sta chiusa in casa ed esce avvolta in un sacco di iuta dalla testa ai piedi, ‘sta matta?

E’ della donna che allora non dovrebbe lasciare un uomo che non ama più perché non tiene conto che teoricamente ci sono uomini così orrendi e mostruosi da poter considerare una donna una cosa “propria” che quindi si pesta e si uccide peggio di una pecora che si ostina a fuggire dall’ovile?

Non voglio approfondire o dilungarmi né qui né in nessun luogo su quel che penso  della Chiesa cattolica di oggi, di come si comporti questo Papa, degli strafalcioni che lui stesso compie quando dice cose orrende, razziste, ereticamente contrarie a ogni principio cristiano come che “chi ha gusti sessuali che lui non condivide è la causa della mancanza della pace nel mondo o distruzione delle famiglie”; della posizione ambigua in merito a tutte le storie orrende di preti che avrebbero abusato di bambini.

Però, proprio in questi giorni in cui dovremmo tutti sentirci “più buoni” perché in teoria dovremmo ricordarci che il grande cambiamento che è avvenuto duemila anni fa è stato quello della nascita di chi ha portato una rivoluzione assoluta chiedendoci di essere appunto, semplicemente BUONI, veramente fa impressione che un uomo con indosso la divisa del portavoce del divino rivoluzionario in questione, abbia offeso così profondamente non solo le donne, ma gli esseri umani in genere. Le donne sarebbero esseri inferiori, naturalmente non autosufficienti, gli uomini sostanzialmente dei mostri che non vanno provocati, ladri cui non va data l’occasione.

Quella che abbraccia quest’uomo e chi gli va appresso, così come chi gli lascia dire queste cose senza conseguenze,  non è certo la religione dell’amore.

 

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lettera a babbo natale 2.0 (ovvero, un incubo prima di natale)

Caro Babbo Natale,

premetto che non sono troppo offesa per le sòle che mi hai tirato negli ultimi anni. Se non ti va di ricevere lettere con richieste di Natale come è credenza popolare che sia d’uopo per questa festività, ti consiglio però di indire una conferenza stampa e comunicare che non sei più in attività così da evitare fatica e delusioni a grandi e soprattutto piccini.

Ti avevo già perdonato anni fa per i giocattoli mai ricevuti da bambina, e non aggiungo l’elenco di delusioni che ho accumulato negli anni, anche se – fiduciosa – non ho smesso di credere in te.

A latere ti avviso che ci sono fortissime correnti negazioniste che tentano di convincermi da quando avevo otto anni del fatto che tu non esisteresti. Ora, lo dico per te, la tua latitanza nell’esaudire i desideri natalizi della gente non gioca a tuo favore. Poi fai come ti pare. Non sono certo una bambina o un’allocca, so che non sei il personaggio melenso, perfettino e sempre sorridente che fanno vedere ai piccoli, lo so come sei davvero e che hai i tuoi problemi.

Però quest’anno comincio a pensare che un pochino lo fai apposta.

Lascia perdere questa cosa della fine del mondo il 21 dicembre, che quello capisco che potrebbe averti demotivato – in fondo, che ti organizzi a fare, se tre giorni prima del tuo viaggio annuale intorno al mondo, poi il mondo non c’è più, dici – però:

Perché se ti ho chiesto, io come tanti altri, di fare sparire Berlusconi dalla nostra scena politica, prima ci fai credere di averci finalmente una volta tanto fatto il dono, poi piglia e proprio sotto Natale ‘sto scherzetto?

Ora dico, una porta pazienza, non ricevi la villa con piscina, l’intero guardaroba Armani, una macchina da presa con tanto di lenti s4 complete,  un apriscatole che funzioni o un set di mollette per i panni che non si disperdano inspiegabilmente, ma questo

NO.

Questo proprio

NO.  nightmare-before-christmas

Non te lo perdono, non lo accetto, è cattiveria, ma di una cattiveria che se ti volevi inventare qualcos’altro per funestarci le feste a tutti, manco se avevi il quoziente intellettivo di quello che nel film lavava i cessi e poi completava cose difficilissime nella lavagna del cervellone dell’Università in cui lui puliva i cessi.

Se è uno scherzo, perché magari con la vecchiaia ti sei messo in testa di essere simpatico, allora sappi che

NON FA RIDERE.

A questo punto mi costringi a mettere da parte la piccola lista che pur pigramente avevo steso per le richieste di quest’anno, in cui con educazione avevo anche inserito la postilla che se per caso il mondo dovesse davvero finire il 21 dicembre la consideravo causa di forza maggiore accettabile per eventuale inadempienza.

Ho una sola richiesta cumulativa – e anche generosa e come tu mi insegni se uno è generoso è buono e se è buono DEVI riconoscergli il regalo – per favore fai un dono all’Italia:

fai venire una specie di illuminazione mistica a Silvio Berlusconi per cui senta l’irrefrenabile voglia di andare in un monastero, di qualunque fede esso sia, ma di quelli lontani, lontanissimi. Tipo, non so, un cucuzzo di montagna, senza comunicazioni, dove magari pratica il voto del silenzio, dove è felicissimo nelle sue meditazioni e vita parca con i suoi confraterniti, dove legge testi saggi, si fa una ragione di vecchiaia e morte, accoglie i viandanti col suo noto sorriso e compie lunghe e serene passeggiate in verdi foreste dove chiacchiera con l’amico passerotto (passerotto, maschile), con il fratello albero, medita sotto un grosso albero di fico (fico, maschile) e non torna MAI PIU’?

Io non voglio l’infelicità, la malattia e la morte di alcuno al mondo, ma che egli salvi la sua anima evidentemente accarezzata dalle forze del male, lo vorrei, voglio che egli sia felice ma LONTANO, LOONTAAANO da questo martoriato Paese.

Babbonatà, io te lo dico, sono stata di una pazienza ammirevole, però a ciascuno il suo lavoro: un regalo ti chiedo e so con certezza che siamo in tanti, tra l’altro risparmi: faresti meno viaggi, quest’anno.

UN REGALO PER TANTI ITALIANI.

Diversamente, essendo io anche mezza finlandese una parola sola: so dove abiti.

Se poi i Maya parlando di fine del mondo si riferissero a questo, riconosco che non è colpa tua e di fronte alla scomparsa del pianeta capisco che le chiacchiere stanno a zero. In tal caso, pazienza.

Sentitamente,

Tua Anne Riitta