commesse zelanti (ovvero di compleanni di amiche e dell’essere o apparire giovani)

Mi tocca tornare su un argomento molto cazzeggiante e molto femminile, dato che in questi giorni sono circondata da compleanni di amiche e che codesti compleanni ruotano intorno al famigerato OTTO MARZO:

dell’età e dell’invecchiamento della donna nella società occidentale contemporanea.

Partiamo da un aneddoto. Un annetto fa, vado in profumeria a comprarmi la mia solita cremina idratante. Essendo una superallergica reattiva alla qualunque nel mondo oltre che un’abitudinaria, chiedo la mia solita crema con filtro uv, vitamina C, non profumata etc. Buon rapporto qualità prezzo e comunque al più non mi fa niente altro che farmi morbida la faccia dopo che me la lavo.

Una zelante signorina mi fa:

–       Ma lei, per la notte, non mette niente?

Premetto che vado in ansia quando le commesse mi danno troppa confidenza e si parla di me, quindi assumo l’aria di una beccata in fallo, di qualuque cosa si parli  e in qualunque negozio io mi trovi. La frase che più mi terrorizza, a meno che non si tratti di un negozio in cui conosco qualcuno e ho quindi superato l’iniziale trauma, è:

POSSO AIUTARLA?

Per qualunque commessa stesse leggendomi: se volete vendere, se volete davvero aiutare, vi do’ una dritta: aspettate che la femmina di turno pronunci la frase:

Scusi, posso chiedere  a lei?

Perché alle clienti della mia categoria il P.A. (traduzione: “posso aiutarla” appunto) fa fuggire a gambe levate.

Comunque, questa commessa era dietro il bancone, ero andata fiera e decisa a chiedere direttamente la mia cremina. Ma lei mi ha incastrato, fasciata nel suo vestitino blu e il foulard con fantasia in tinta.

–       …no. Per la notte?…veramente no.

–       Nemmeno un sierooo????? Niente?

–       Un siero…

–       (sottotesto: “Gesù ma da dove viene?….”) Quello da mettere sotto la crema!

–       …a che serve?

Intermezzo irripetibile, nel senso: non saprei ripetere la spiegazione scientifica del siero e sue implicazioni.

Rimonto. T’ho capito a te, sai? Ho capito che stai pensando che sono una sprovveduta! Quindi tento di fare vedere che sono una donna curata e preparata e dico:

–       Ho molta cura della mia pelle: pulisco il viso ogni sera con il latte detergente…

–       (con disprezzo) …Quale?

Marca. Lei dissimula delusione.

–       Comunque, faccio la pulizia del viso, anche maschere, eh? Cose… (in difficoltà, sudata) ..ristrutturanti..

–       Ristrutturanti.

–       Sì, c’è un centro estetico, io ci vado un paio di volte al mese… che…a volte, dopo la pulizia del viso..maschera. (perdente) Ristrutturanti.

La sua disistima di me è feroce. Mi fa, con l’aria di un’infermiera premurosa che sa che stai per andare a fare una colonscopia e un po’ le dispiace:

–       Vediamo un po’…

Non-sopporto-la-gente-estranea-che-mi-tocca-la-faccia-senza-preavviso.  Ma ormai la sta toccando. Mi guarda come se mi avesse trovato un brutto male.

–       Lei si è accorta della ruga frontale che ha, tra le sopracciglia, vero?

Mi è mancata la prontezza di buttare entrambe le mani sulla fronte, correre allo specchio come se mi stessi trasformando in un alieno e urlare:

Noooooooooooooooooooo!

Invece ho solo detto:

–       Sì. E’ una ruga che gira in famiglia.

–       Non vorrei dirglielo, ma io vedo che le sta venendo anche quella naso-labiale.

Gelo. Silenzio infinito. Un’altra cliente mi guarda tenendo il fiato.

Fuori, la gente si ferma  sui marciapiedi e guarda dentro attonita. Il tempo si sospende.

Ma la commessa, subito pronta e dolcissima, tira fuori un paio di barattolini:

–       Ecco c’è questa linea pazzesca (marca) che è me-ra-vi-glio-sa per le rughette come le sue.

(Mo’ sono “rughette”).

–       … hanno un effetto riempitivo e rimpolpante…

Io immagino che si spalmino direttamente dentro le rughe, con la spatola.

–       E nello stesso tempo … (Non ricordo).

Prezzo, due settimane e mezzo di spesa per una famiglia di quattro persone (una sola delle creme).

Esitante, commento:

–       Non so…

Mi sono visualizzata a riempire le rughe con la spatolina, e poi rimpolparmi tutta, magari iniettando il siero direttamente nella faccia.

E poi, minchia, costavano tantissimo.

– Le do’ dei campioncini? Per fare una prova? Anche per quel suo problema  delle allergie? Così verifica.

Sollevata, faccio sì sì con la testa, ma lei prontamente – furba – pensa, o diciamo anche capisce, che acchiapperò i campionicini per poter fuggire, campioncini che finiranno sul fondo di un cestino di vimini in bagno, tra fialette dimenticate di enterogermina, elastici per i capelli e cotton fioc che hanno perso la strada, dunque, severissima, mi dice:

–       Guardi, non la prenda alla leggera. Col passare dell’età bisogna usare prodotti sempre più sofisticati se si vuole apparire giovani. Fino ai trent’anni pulire e idratare va bene. Ma passati i trenta, lei deve cominciare a alzare il tiro…

Passati i trenta?

–       … non basta più, lei deve cominciare a prevenire la fase successiva, (descrizione scientifica irripetibile) , adesso che lei è …tra i trenta e trentacinque, giusto? deve passare a prodotti più aggressivi.

Lei sta costruendo la sua pelle di domani.

Prevenire.

Silenzio. Io la fisso, e solo ogni donna che stia leggendo puo’immaginare il quasi orgasmo di soddisfazione che ho provato, afferrando con gioia la mia solita cremina.

–       Tra i trenta e i trentacinque?

–       Sì…

Un po’ vacilla.

–       (dispettosa) Beh, comunque mi sa che la crema che uso funziona.

Pago, e me ne vado.

Mentre andavo via trionfante e non vedevo l’ora di raccontare questo aneddoto, non tanto per vanità quanto per la mia prima, trionfante, epica vittoria su una commessa invadente nella storia della mia esistenza tutta, penso a un frase specificica di tutto questo surreale dialogo:

Se si vuole apparire più giovani…

Apparire, dunque sembrare.

Ma noi, in un’epoca in cui dalle Americhe ci è arrivato in tutta la sua violenza il principio che il mondo è dei giovani (e magri) e che bellezza significa solo giovinezza (e magrezza) vogliamo davvero sembrare più giovani?

E’ questo il punto che fa impazzire la gente. Tentare disperatamente e sempre di apparire quel che non si è. Socrate diceva “Sii quel che desideri essere, invece di tentare di apparire in un certo modo, fai in modo di esserlo”.

Giovani, fisicamente parlando, da una certa età in poi non si può essere.

Volerlo sembrare è patetico.

Chissà perché quando da ragazzini tentavamo di sembrare più grandi, la cosa a vederla e a ripensarci fa tenerezza, invece il contrario fa pena.

Ma di fatto è così, è patetico.

Noi vorremmo essere più giovani. E non solo e non tanto per la ruga frontale o quella naso labiale, ma perché ogni anno che passa, ogni compleanno, ci tolgono terra davanti. Vorremmo essere eterni, immortali, vedere ancora tante cose. Le mie amiche, non vorrei mai che sembrassero più giovani, che non compissero gli anni ogni anno. Vorrei che fossimo davvero tutte eterne, non ci succedesse mai niente di brutto, non ci togliessero tempo davanti. Insomma,  il punto che puo’ aver senso per questa melanconia da compleanni è il tempo che ci sentiamo sottrarre, non i segni che lascia su di noi.

Dunque, a volte quando mi dicono “Sembri più giovane dei tuoi anni!” per vanità sono ovviamente molto contenta, per altri versi ogni compleanno mio e di quelli che amo, non è tanto quel che sembra e che appare che mi preoccupa o mi fa tenerezza ma quel che è, effettivamente.

Però, alla faccia del Tempo che tutto rosicchia e divora come insetti roditori,  tanti auguri a Cristiana, Sabrina, Claudia e Mimosa – nell’ordine, amiche compleannanti di questi giorni – donne bellissime, come ha detto Paola, un’altra mia meravigliosa amica una volta: “Forse un giorno vecchie, ma brutte mai”.

Anche se alla fine un siero da mettere sotto la crema, l’ho comprato. La ditta che produce la mia cremina ne ha creato uno e pare che senza, la crema non basti.

Informazioni su anneriittaciccone

osservatrice conto terzi
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5 risposte a commesse zelanti (ovvero di compleanni di amiche e dell’essere o apparire giovani)

  1. Mimosa Martini ha detto:

    Adorata amica mia, le profumerie ( e le commesse solerti) vanno evitate. La regola d’oro è : entrare a colpo sicuro, prelevare crema stabilita, rispondere sempre che hai già tutto e che ti trovi benissimo, che se lei vede imperfezioni se ne sta occupando il tuo dermatologo di fiducia, pagare e uscire.
    Il siero serve a farti sentire la pelle più morbida e idratata, effettivamente è utile.
    Per il resto, sfido tutte le ritoccate, botulinate e sperperatrici nelle profumerie fin da giovani ad arrivare alle nostre età ancora uguali a come erano da bambine, come siamo noi!
    Mimosa

  2. Claudia Di Paolo ha detto:

    io altro che siero. sono un disastro co’ la cura della pelle. ero tanto brava prima, tutta costante, tutta precisa. ora mi sarei anche un po’ scocciata. non basta che l’ho costruita ieri la pelle di domani, e mo questa è? no eh. vabbe’, mi darai il nome della tua cremina. e grazie:) pupa cla.

    • anneriittaciccone ha detto:

      te l’avevo già dato il nome della cremina, sei tu che ti spalmavi in faccia quello strano olio comprato in erboristeria NIU’EIG che non sei altra! a natale te la compro, va’.

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