LETTERA A BABBO NATALE 2011

Caro Babbo Natale,

ciao. Come ogni anno ti scrivo la mia letterina con le richieste per i regali di Natale.

Ti prego solo di non venire attraverso il camino perché per ora lo tengo acceso che di ‘sti tempi la caldaia costa assai, e l’Eni mi si è mostrata poco comprensiva con un conguaglio che mi ci compravo casa ai Tropici.

Ti avviso, poi, di venire con la slitta con le renne e non con mezzi a benzina, che qua per fare un pieno devi fare il leasing, e i tassi di interesse dei prestiti sono talmente alti che non ti mandano più avvisi di mancato pagamento ma direttamente Peppe Mancial’ossa, dove Mancial’ossa non è il cognome.

Intanto ti ringrazio di tutto cuore, l’anno scorso ti avevo chiesto una Red cam tutta mia, una bicicletta nuova, una giacca Armani che ho visto da Armani, degli orecchini pendenti stile optical, un teleobiettivo per la mia Nikon, un televisore ultrapiatto 3d di almeno 40 pollici, una casa nuova e  un nuovo governo. Mi hai portato solo gli orecchini e il nuovo governo ma credimi, quest’ultimo vale bene tutto il resto.

Volevo solo farti notare che il nuovo governo che mi hai portato ha ripreso un po’ troppo pedissequamente da quello precedente alcune ideeuzze per sistemare il debito pubblico che non è che mi facciano così piacere, sto aspettando il giorno che vengono a staccarci gli infissi dalle finestre per rivendere l’alluminio anodizzato. Insomma, non voglio sembrarti ingrata che tu abbia portato via Berlusconi è il regalo più bello del mondo, ma se per favore porti un paio di contabili equosolidali a Monti, mi faresti cosa gradita.

Detto questo ti faccio le mie richieste per quest’anno (ferme restando quelle inevase dell’anno scorso).

–      vorrei il plastico di casa di Vespa

–       vorrei la TAC aggiornata del cervello degli autori del Grande Fratello

–       vorrei una copia dei quaderni dei temi da piccoli di Bossi e Calderoli

–       non vorrei che anche il nuovo governo non comprendesse il valore, sia assoluto, che di volano economico, della cultura e dello spettacolo quindi vedi di trovare il modo di farglielo capire tu (nel caso servisse trovi Peppe Mancial’ossa su Twitter)

–       vorrei che le persone che usano l’espressione “in qualche modo” più di due volte in un discorso, siano colpite almeno una volta l’anno da placche alla gola

–       vorrei che le persone che usano l’espressione “noi donne” oppure “noi uomini” e corrispettivi voi donne/voi uomini siano colpite almeno una volta l’anno da crisi di ridarella irrefrenabile durante un funerale con il parente più prossimo del defunto che li fissa

–       idem per chi usa l’espressione “quote rosa”

–       vorrei che chi usa le espressioni “disagio collettivo” “autodeterminazione” chi usa acronimi vari per definire: movimenti, generi sessuali, generazioni, tipo di alimentazione preferita, tipo di lingerie preferita (esempio:PP portatori di perizoma, PS portatori di slip) etc, abbiano almeno una volta l’anno una crisi di diarrea durante un pranzo di matrimonio/battesimo/cresima/prima di un film o spettacolo e che fuori dal bagno ci sia il loro datore di lavoro/quello-a che si stava cercando di rimorchiare/il produttore che cercavano da una vita/il suocero che ti odiava già.

–       vorrei che quelli che ancora tentano di sconvolgerci o rendersi interessanti con riferimenti a una propria ipotetica vita trasgressiva abbiano almeno una volta al giorno i testimoni di Geova dietro la porta

–       vorrei che quelli che definiscono qualcuno “opinionista” siano colpiti almeno una volta l’anno da amnesia e si convincano di essere Pikachu. Invece chi si definisce opinionista vorrei che venissero colpiti da amnesia perenne e si convincano di essere la Gelmini.

Infine il solito: salute e benessere per coloro che amo, la solita giacca Armani (nuovo modello ovviamente) pace nel mondo e felicità per tutti.

Ciao Babbo, stammi bene.

Anne-Riitta Ciccone

PS: OCCHIO CHE QUEST’ANNO LE SLITTE CON LE RENNE SONO TASSATE ANCHE QUELLE.

Informazioni su anneriittaciccone

osservatrice conto terzi
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