Il buffet. (ovvero un piccolo post scatenato da un evento apparentemente irrilevante)

Dunque, ieri Lorenzo mi ha fatto vedere il videetto che ha girato Lunetta Savino per il movimento “Se non ora quando” per salutare il berlusca che va, o che comunque s’aqquatta perché a me il sesto senso sciamanico continua a dirmi che le sue dimissioni partono da una telefonata dalle sue aziende, visto che se la rischiavano brutta anche le sue azioni, e che messo all’angolo in un vicolo cieco come il ladro inseguito dai poliziotti, si sia arreso per poi essere salvato con un colpo di mano dei suoi complici mentre viaggia tra il carcere e il tribunale.

Comunque, il video:

Non so, mi ha lasciato perplessa. Qualche giorno prima ho invece visto alla casa del cinema un documentario bellissimo, di Francesca Melandri, “Vera”. Francesca ormai si annovera tra i miei composti  miti, dopo aver letto il suo libro l’anno scorso e visto questo documentario, comincio a sospettare del genio. La storia di Vera è la storia di una donna  fantastica. Non sembra “vera”, appunto, per la sua storia e il coraggio spiccio con cui l’ha vissuta, e con cui la conduce oggi che a 88 anni dice “mi riposerò quando sarò vecchia”.

Più o meno negli stessi giorni mi vedo davanti il seguente video, da youtube, dove un’altra donna di cui ho profonda ammirazione, una giornalista che spesso definisco “sprecata”, per  il coraggio, la serietà e la schiena dritta con cui ha lavorato fino ad oggi. Fossimo negli Usa sarebbe qualcuno. Insomma “più qualcuno”.

Vedo questa sua rubrica e un po’ mi commuovo perché penso che qualunque cosa non sarà mai abbastanza, per riconoscere il suo merito.

Poi, due giorni fa, mentre sorseggio un caffè a casa,  sento su Sky tg24 che Monti, nel corso delle consultazioni, ad una cert’ora voleva incontrare

LE DONNE.

Mi dico: ma come, e l’invito a me? Manco una mail? Sono una donna. E a me niente? Ora tutte le donne schiamazzanti e vaporose, con grandi ceste e fiori tra i capelli vanno la’, parlano con Monti, dopo ci sarà un meraviglioso buffet, e io niente?

Poi mi chiariscono che si riferiva alle “donne nella politica”.

Mesta, me ne vado al supermercato e sento una frase, casuale, di sfuggita, detta da un tipo di quelli “so’simpatico” a una ragazza non so a che proposito.

Egli ha detto: “Eh, si sa. Voi donne resistete meglio al dolore”.

Non so, questa frase – dite quante volte l’avete sentita dire? – mentre sceglievo la merendina del mattino, mi ha fatto mettere insieme un pensierino piccino, rispetto a un tema di cui ho parlato un po’ nel mio vecchio blog, su cui mi tocca la domanda di rito quando lavoro e quindi ne conseguono interviste, di cui volente o nolente si deve parlare come se fosse l’effetto serra e il riscaldamento globale.

Non si puo’ essere serenamente appartenenti al genere sessuale femminile, quella che ha più pieno sopra invece che sotto, come dicevo da piccola. No.

Partiamo dall’inizio di questo post. Personalmente quando dico “Quella è una donna incredibile, quella è un genio” giuro su quanto amo le mie nipoti non penso “E’ geniale in quanto donna” che secondo me detto da una femmina può essere grave quasi come il maschile  “E’ geniale nonostante sia una donna”. Penso ad una persona. Certo, persona che spesso capisco meglio e di più perché l’aver più pieno sopra la rende simile a me, apparteniamo allo stesso genere e allo stesso equilibrio ormonale, è vero ti capisco di più.

Da parte mia ho sempre avuto molta sorellanza, chiamiamola complicità femminile eppure mi irrita un po’ quando questo stare bene con il proprio genere viene immediatamente liquidato con un’immagine da creature coi fiori nei capelli che cuttigghiano sferruzzando o si alleano solo e unicamente per fare qualche scherzetto birbante al maschio.

Sogno di fare prima o poi un “Amici miei” con delle protagoniste credibili, che non sia però i tentativi visti finora che finiscono per precipitare in dialoghi alla Sex and the City e risatone in pigiama e ciabatte di peluche a forma di ippopotamo prima di andare a dormire.

Tornando a noi, tra gli scaffali del supermercato mi sono messa a stilare mentalmente i luoghi comuni con i quali la persona media categorizza il mio genere sessuale:

Le donne sopportano meglio il dolore (parla per te)

Le donne sono logorroiche

Le donne sono pettegole

Le donne sono adatte alla cucina

Le donne sono rivali tra loro

Le donne invecchiano gli uomini maturano

Le donne rimuginano tutto il tempo

Le donne non sono portate al comando

Le donne non sono portate a guidare la macchina

Le donne somigliano sempre alla propria madre

Le donne piangono facilmente

Le donne amano i film d’amore

Le donne, tutte, vogliono sposarsi e fare bambini

Le donne sono isteriche in quei giorni lì

Le donne dimenticano sempre tutto

Le donne hanno paura di tutto

 

Di conseguenza, a parte essere bone per il macello perché sopportiamo meglio il dolore e fare ottimi manicaretti, per freccia semantica, gli uomini sanno fare tutto, non rompono le palle, non sono mai logorroici, guidano da dio, sono tutti amiconi, uomini de panza che non fanno mai un pettegolezzo, non invecchiano.  E via così.

 

Ma d’altro canto le donne dicono delle donne cose tipo:

Le donne sopportano meglio il dolore (ci attacchiamo parecchio a questa stronzata)

Le donne sono più forti psicologicamente

Le donne sono più intelligenti

Le donne campano di più

Le donne sono più portate alla mediazione

Le donne sono più organizzate

Le donne hanno il corpo più bello degli uomini anche quando questo è bello

Le donne sono più solidali

Le donne sono più riflessive

Le donne hanno il cervello che collega meglio emisfero destro e sinistro.

 

Ora, stilando questi luoghi comuni ho pensato a

Un mio amico pettegolissimo

Una mia amica che parcheggia come nessuno al mondo

Un mio amico che cucina da paura

A me che non so cucinare affatto

Un tizio logorroicissimo con cui ho lavorato e che chiamavamo Niagara Falls

All’incapacità di mediazione di una che so io

Alla Vera di Francesca Melandri che alleva cavalli da corsa e dice “una volta ho avuto l’imprudenza di sposarmi”

A Mimosa che si fa sparare addosso in luoghi di guerra e se le chiedi come è andata ti racconta qualcosa che fa ridere.

E via così.

Penso forse proprio per questo che dovremmo cominciare a considerare, come persone che hanno più peso sopra, che dovremmo per prime forse piantarla di categorizzarci e cercare meriti per il nostro genere sessuale, come dando adito al “brava nonostante”, in uno sforzo eccessivo di negarlo.  Senno’ poi non possiamo lamentarci se ad un Presidente del consiglio entrante viene in mente di chiamare alle consultazioni “Le donne” alle 16:00, magari tra gli allevatori di lumache alle 15:00 e i baristi alle 17:00, capando tra le varie aree politiche quelle che portano il reggiseno.

Insomma è come se avesse sentito prima “quelli normali” cioè i politici, cioè sottinteso per la maggioranza uomini, e poi ha capato questo buffo insieme di personaggi femmina, come se una donna PD e una donna PDL la pensassero uguale, come se avessero le stesse cose da dire. O come se, le donne in politica si interessino solo di bambini, bucato, asili nido e parcheggi per partorienti?

Mi pare una tendenza molto retorica.

O non dovremmo forse porre attenzione, noi femmine,  a quanta colpa abbiamo noi se non facciamo attenzione a quanto nutrimento diamo a questa retorica?

Comunque io non sono per niente resistente al dolore, zompo quando vedo una puntura. Ma poi mi faccio coraggio per non dare sazio e per sbrigarmi, e non credo che questo accada perché sono donna, al più perché sono una brava siculo-finnica, e si sa, sono razze pervicaci.

 

 

 

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